Sono Gianluca Staderini, nato a Roma, nel 1981.
Dopo una laurea in Scienze Politiche e il lavoro da operatore sociale, ho scelto di seguire la mia antica passione per il disegno e le immagini iniziando a lavorare come grafico e illustratore.
Dal 2014 lavoro stabilmente per il gruppo editoriale danese EGMONT nella realizzazione di copertine ebook e AudioBook (arrivando a realizzarne oltre 4.000), oltre a brochure e loghi.
In Italia collaboro stabilmente come grafico per la casa editrice “LAD edizioni” (del gruppo l’Antidiplomatico) e “Red Star Press”. Con quest’ultima ho anche pubblicato due libri scritti e illustrati per bambini: nel 2018 Salam e i bambini che volevano giocare”, un libro per parlare della Palestina, e nel 2021 “Di tutti i colori. Un bambino di nome Carlo Giuliani“.
Nell’ambito musicale realizzo cover e grafiche per diversi gruppi musicali e, in particolare, per gli Assalti Frontali e DJQVP. Da appassionato di calcio e tifoso del Liverpool F.C. presto i miei servizi all’Official Italian Liverpool Supporters Club.
Realizzo poster originali illustrati, ispirati al mondo del cinema ma anche a personaggi e storie pop, sportive, musicali e politiche. Oltre alla distribuzione online su questo sito mi trovate occasionalmente in mercatini e fiere dove presento gli oltre 150 soggetti che ho realizzato in questi anni.
Tanto “attivismo grafico” con quelle realtà sociali e cause alle quali credo sia giusto dedicare tempo e professione: diritto all’abitare, antirazzismo e lotta libertaria.
A tutte e tutti coloro che me lo chiedono (non da “volontario” ben inteso) fornisco servizi di progettazione grafica per loghi, depliant, cataloghi, impaginazione, cartoline, flyer, volantini, inviti, cartellonistica, banner, striscioni, bandiere, etichette, poster e tutto ciò che possa essere poi stampato.

Grafica-X è il mio “marchio”, dove la X descrive la mia identità: Malcolm X come formazione umana, lo Vegan Straight Edge (sXe) come stile di vita.

Non mi trovate su facebook, instagram, tiktok o altro. Ci sono stato ma li ritengo “luoghi” capaci di discostarsi a tal punto dalla realtà da diventare nocivi. Ho scelto quindi di abbandonarli, senza alcun rimpianto. Se vogliamo essere davvero “social” parliamoci, incontriamoci, sentiamoci. Usciamo dalle nostre bolle.

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