“Quello che mi secca è che non dovrei pensare a lei…” “Vuoi la mia pistola?” “No…” “Non fare il fesso, squagliati!” … “Sei proprio schifosa” “Che ha detto?” “Ha detto che lei è schifosa…” “Che cosa è schifosa?”

Andrà tutto bene. Andrà tutto bene. Andrà tutto bene. Andrà tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Il problema non è stata la caduta ma l'atterraggio. L'atterraggio in un mondo che ha accettatto di sottoporsi di buon grado ad una sorveglianza di massa senza precedenti, un mondo dove la delazione tra gli esseri umani è diventata pratica sana e giusta, un mondo dove i "buoni" comportamenti individuali sono diventati un requisito per i diritti, un mondo dove la tecnologia e le sue applicazioni sono andate al servizio esclusivo di una elite e dei suoi interessi, un mondo dove ideali e divinità sono stati abbattuti per lasciar posto ad una Scienza votata al profitto, un mondo che ha visto morire definitivamente la Libertà tra gli applausi scroscianti di chi la perdeva. Non è andato tutto bene.

Gli anni 90 hanno formato tutti noi che ancora crediamo che, alla fine, andrà tutto bene. Una generazione di ottimisti nata sulle macerie del Muro di Berlino e morta sotto i colpi di pistola al G8 di Genova. Ci avevano raccontato che sarebbe stato un futuro splendido, abbiamo pensato che un mondo diverso fosse davvero possibile. Nulla di tutto questo. Ma, alla fine, ogni oggetto, ogni ricordo, che in qualche modo ci riporti a quel decennio accende inevitabilmente quella sensazione che, alla fine, potrebbe pure andare tutto bene. Almeno per una .

In un'epoca in cui per spingere la tua immagine, il tuo lavoro, la tua arte, l'unica strada possibile sembra quella di arrendersi alla digitalizzazione della propria esistenza affidandosi alle Big Tech, io ho deciso di disertare. Ho deciso di chiudere le mie pagine twitter, facebook e instagram. Ho deciso di provare a restare connesso con la realtà, di consegnare meno dati possibili alle Big Data. Quindi unicamente su questo sito web pubblicherò i miei lavori, evitando così di occupare anche un solo minuto del mio tempo in scroll, su pensieri riguardo "like" mancati o ricevuti, a confrontarmi e scontrarmi in quella social giungla sempre più disumanizzante.

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